sabato, 16 agosto 2008
Boris cominciò a dondolare il laccio della scarpa come fosse una liana.
Sentiva sopra di lui lo stendino scricchiolare sinistro.
Il cerchio di luce della torcia, che Boris teneva puntata verso il muro, si allargava e restringeva a ritmo. Lo separavano dal bordo del terrazzo circa due metri, per cui si dondolava per tutte le sue forze, aspettando il momento giusto per saltare.
Stava già pensando di urlare come quel Tarzan con cui T.J. ha da tempo smesso di giocare, quando il cerchio di luce divenne sempre più fievole, sotto gli occhi pieni di panico di Boris.
La torcia si spense, ed era pure una notte senza Luna. Maledicendosi per non aver controllato le pile, non smise di dondolarsi, perchè la missione doveva continuare.
Il suo sarebbe stato un salto nel buio.
Prese l'ennesimo slancio, facendo scricchiolare lo stendino un'ultima volta, e si gettò nelle tenebre.
martedì, 29 luglio 2008
Il ruolo di Boris, il volatile, nel piano Wiskey era sfruttare le sue comprovate abilità di volo per infiltrarsi, attraverso le finestrelle del pianerottolo sempre aperte, nello studio della casa dove Doris & Doris erano operativi.
Evitando di accendere la luce delle scale, con la sua fida torcia prese a svolazzare giù per la rampa di scale. Il silenzio era totale. Nessuno si stava dando ai bagordi notturni, per fortuna.
Quando arrivò vicino alla finestrella, si appoggiò sul corrimano della scala e spense la torcia.
"Non sono poì così tVogloditi" sussurrò, quando vide una piccola luce fare avanti e indietro al di là della finestra.
Dovevano aver previsto il loro arrivo. Lui e Boris si erano mossi troppo tardi.
Doveva pensare in fretta. Un punto fondamentale del piano Wiskey era la coordinazione.
Dopo un minuto, con espressione decisa, si alzò in volo verso la sentinella.
mercoledì, 16 luglio 2008
L'operazione "Wiskey" era una delle più complicate del manuale. Almeno, quelle erano le voci, dal momento che Boris e Boris il manuale non l'avevano mai letto. Il loro era intuito naturale, a cui davano un nome tattico.
Il cagnolino, stava attuando la sua parte di piano. Quella che richiedeva maggiore sforzo fisico. La casa dove Doris e Doris operavano era esattamente al piano di sotto. Lui si sarebbe dovuto calare con un laccio da scarpa legato allo stendino del terrazzo della cucina, dondolarsi ed atterrare dolcemente.
Ovviamente, avevano aspettato la notte per quell'operazione. Erano ormai passati due giorni dal rapimento. La sorte di quelle due Barbie dipendeva anche da lui. Fece un nodo ben stretto. Mise la torcia in bocca e si costrinse a guardare in basso.
Il laccio di scarpa scompariva nelle tenebre come una striscia bianca sull'asfalto.
Si fece coraggio.
Il laccio pareva reggerlo bene. Boris cominciò a calarsi, guardando verso dove sarebbe dovuto comparire il terrazzo. La discesa gli sembrava lentissima, fino a che non vide lo stendino sul quale atterrare. Non era lontano più di due metri.
Il laccio però era finito. Penzolava come una ragnatela rotta, agitato da un leggero vento notturno.
Non rimaneva che saltare.
lunedì, 07 luglio 2008
"Non abbiamo indizi, Boris"
"Non esseVe sciocco, boVis. Ci sono sempVe indizi. Bisogna solo sapeVe dove guaVdaVe"
"E noi lo sappiamo?"
"No"
Boris e Boris stavano perlustrando per la seconda volta il palazzo di Barbie, approfittando dell'assenza di T.J. e Sonya. Jane e Tanya erano scomparse da trenta ore.
Il cagnolino era seduto sul letto ad immaginare il soffitto del palazzo, mentre il galletto scrutava minuziosamente ogni interstizio.
"Magari hanno deciso di prendersi una vacanza. Non è facile essere una Barbie."
"Non cVedo pVopVio, BoVis"
"Fossi in loro io sarei scappato da tempo"
"TVovato!"
Boris venne incontro a Boris triofante. Nell'ala stringeva qualcosa di invisibile.
"Un pelo di volpe. Sai cosa significa questo, BoVis?"
"Di nuovo loro?"
"Di nuovo loVo"
"Detesto quei due. Sono così viscidi. Ma per quale motivo rapire due Barbie?"
"C'è un solo modo peV scopViVlo"
martedì, 24 giugno 2008
Doris e Doris non erano famosi per la loro arguzia, nè per la loro ironia e neppure per il loro fascino.
No, ciò che rendeva i due conosciuti ai più era la loro brutale rozzezza.
Fu per questo che Jane, dopo averli seguiti fino al piano di sotto, fu quasi dispiaciuta per come trattavano male Tanya. Ma era ancora più in ansia per come avrebbero trattato lei se l'avessero scoperta. Uno dei due era una sorta di gigantesco pinguino, mentre l'altro, che pronunciava male la erre, pareva una volpe bianca, dalla lunga coda vaporosa. Mettevano i brividi.
Attraversarono di corsa il salotto di quella casa che a Jane pareva vagamente familiare, e lei li seguì, silenziosamente sui suoi piedi piatti, senza perdere d'occhio la luce delle loro torce.
"Ehm"
Jane si fermò. Rabbrividì, poi girò lentamente su sè stessa.
"Salve" disse l'enorme pterodattilo davanti a lei.
giovedì, 12 giugno 2008
Con tutta la delicatezza di cui era capace, Boris stava svegliando la madre di T.J.
Era la notte successiva alla scomparsa di Tanya e Jane. Avevano deciso che il primo passo nelle indagini doveva essere la madre. Le madri sanno sempre che fine fanno i giochi dei figli.
"Scusate l'oVa."
"Un'emergenza?" Disse lei, la voce un po' impastata dal sonno.
"In effetti, la questione è un po' imbaVazzante."
"Sì, molto imbarazzante."
Boris lanciò un'occhiataccia a Boris, poi riprese.
"Si VicoVdeVà del patto che abbiamo fatto, ViguaVdo al pVestVaVe giochi di T.J. ad amici o paVenti, giusto? PVima di pVocedeVe lei è tenuta ad avvisaVci, di modo che noi si tenga un Viunione e..."
"Sì che lo so Boris, che succede?"
"Immagino che lei non sappia che fine abbiano fatto due delle Barbie di Sonja"
"Oh." Si alzò a sedere. "In effetti mi ha chiesto di cercargliele oggi."
"La faccenda è più gVave del pVevisto alloVa."
sabato, 31 maggio 2008
Sonja rimase così, a fissarli ad occhi spalancati, per quasi un minuto.
Barbie Jane sapeva che la madre di T.J. era a conoscenza della doppia vita dei giocattoli, ma dubitava che lo fosse anche la bambina. Ancora di meno potevano pensarlo i due misteriosi individui che parevano intenzionati a rapire Tanya.
Così come si era alzata, d'un tratto Sonja ricadde addormentata sul cuscino. Falso allarme.
"Che pauLa mi sono pLeso, DoLis."
"Non perdere altro tempo, Doris. Siamo stati qui anche troppo."
Si sentì un rumore sospetto. Poi i passi dei due individui che scendevano le sontuose scale del palazzo.
Barbie Jane si domandò sul da farsi. Non aveva speranze contro quei due. Sarebbe potuta andare a svegliare Ken, ma avrebbe fatto troppo rumore. E poi Boris e Boris dovevano pur essere da qualche parte, ci avrebbero pensato loro.
Nonostante questi pensieri presto Barbie Jane si ritrovò, maledicendo sè stessa, a pedinare da lontano i due energumeni, che silenziosamente sgusciarono fuori dalla camera di Sonja, diretti chissà dove.
mercoledì, 21 maggio 2008
Passare la notte nello scatolone era ogni volta più difficile.
Barbie Jane ripensava con nostalgia ai bei tempi in cui la sorella di T.J. la faceva rimanere a dormire nel palazzo, dove ora riposava quella smorfiosetta tinta di Tanya.
Decise di provare a fare due passi. Pareva una notte tranquilla e tutti dormivano profondamente. Fortuna voleva che la sorella di T.J., Sonja, l'avesse lasciata proprio sotto il coperchio dello scatolone.
Sollevò con circospezione il coperchio. La bambina aveva paura del buio, perciò l'abat-jour era accesa. Sonja era girata sul fianco dalla parte opposta, così Barbie Jane sgattaiolò fuori.
Fortunatamente era una delle poche Barbie dai piedi piatti, e poteva camminare senza fare troppo rumore.
Camminò verso il palazzo. Le era venuto in mente uno scherzo divertente da fare a Tanya.
-Dev'esseLe lei. Disse una voce sconosciuta, appena udibile.
Barbie Jane raggelò. Pareva provenire dal piano di sopra del palazzo. Si appiattì all'esterno, contro la parete che dava sulla cucina, e rimase in ascolto.
-Non ci sono dubbi, anche se la pensavo più bella.
-Beh, non sono affaLi nostLi.
-Su, prendila in spalla e andiamocene. Boris e Boris potrebbero essere di ronda.
-Agli oLdini. Quanto non li soppoLto quei due.
Poi tutti tacquero. Sonja aveva alzato la testa, e guardava nella loro direzione.
sabato, 10 maggio 2008
Dal davanzale, osservava il suo amato Ken flirtare con Tanya.
Com'era umiliante, pensava, mentre le tozze manine della sorella di T.J. manipolavano quei due corpi di plastica, facendo loro mimare un tipico approccio da maschio medio mediterraneo quale era effettivamente Ken, e una tipica reazione da donna media mediterranea quale era effettivamente Tanya, tralasciando il color rosa acceso dei capelli.
Il suo ruolo, nel gioco di oggi, era fare la moglie cornuta. Mentre se ne stava immobile nella posizione che la bimbetta le aveva assegnato, provava a figurarsi quali motivi mai potevano spingere Ken a tradirla con una sciacquetta come Tanya. Lei era bionda. E formosa, perbacco.
La voce melodiosa della madre richiamò la bimba al desinare. Mollò i bambolotti al loro destino e sguizzò quanto le gambe storte le permettevano in sala da pranzo, chiudendosi la porta alle spalle.
Tanya si rimise in piedi, per sgranchirsi le gambe, lanciando a Jane un sorriso mellifluo.
La bionda si ritrovò a pensare che l'avrebbe uccisa, un giorno o l'altro.